Negli ultimi mesi mi sono trovato di fronte a una scelta che avrebbe potuto cambiare radicalmente la mia vita. Da una parte, la possibilità di andare negli Stati Uniti con un’azienda: un percorso sicuro, tracciato, con la promessa di stabilità. Dall’altra parte, la scelta di rimanere in Italia e provare a costruire qualcosa di mio, senza garanzie, ma con la libertà di creare.

Molti avrebbero scelto la prima strada. Io no.

L’America e il richiamo del Texas

Sono stato in America. E i primi giorni dopo essere tornato mi mancava già: lo Stato del Texas, Austin, le sue strade piene di energia, le persone che ho conosciuto. È un posto che ti resta dentro e che ti fa credere davvero nelle opportunità.

Eppure, nonostante la green card che ho vinto, dentro di me sentivo che non era ancora il momento giusto.

Non è rinuncia, è consapevolezza

Non penso sia paura. Credo sia consapevolezza.

Prima del grande passo, ho capito che c’è qualcosa che devo ancora sistemare. Fondamenta da costruire. Esperienze da vivere. Errori da fare e lezioni da imparare.

Non significa dire “no” all’America. Significa dire “sì” al mio percorso, al bisogno di creare qui, ora, qualcosa che sento profondamente mio.

La strada più difficile

Forse non ho scelto la strada più facile. Ma ho imparato che non conta solo il traguardo: conta il percorso. Conta il coraggio di restare quando sarebbe più semplice partire.Conta la volontà di costruire mattoncino dopo mattoncino, anche quando nessuno ti garantisce che funzionerà.

Guardando indietro, i punti si uniscono

Steve Jobs disse:

You can’t connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards.

Ed è esattamente questo che mi muove. Non so ancora dove mi porterà questa scelta. Ma so che un giorno, guardando indietro, riuscirò a vedere il disegno completo.

Per ora, mi fido dei punti che sto tracciando oggi. Perché so che il percorso — non il traguardo — è ciò che davvero ci cambia.

E se non ho trovato la mia strada… ho deciso di crearla.